Guida · Regole e permessi
Come richiedere il CIN a Verona
Il Codice Identificativo Nazionale serve a ogni casa affittata a breve. Ti spiego dove si chiede, cosa ti serve in casa prima di chiederlo, dove va esposto e quanto costa dimenticarlo.
Se affitti, o vuoi affittare, una casa ai turisti, il CIN è il primo passo. Non è complicato, ma ci sono un paio di dettagli che molti scoprono tardi: soprattutto i dispositivi di sicurezza, che vanno dichiarati proprio nella richiesta.
La data in cui hai ottenuto il CIN ora conta più che mai: con la Variante 70 sono salve le case che lo avevano già al 30 luglio 2026. Leggi la guida →

Che cos’è, in due righe
È un codice che identifica in modo univoco ogni casa affittata per brevi periodi o a uso turistico. È stato introdotto dall’articolo 13-ter del decreto legge 145 del 2023 ed è obbligatorio dal 2025. Dal 20 maggio 2026 si applica anche il regolamento europeo sugli affitti brevi, che chiede un numero di registrazione per ogni casa: in Italia questo ruolo lo svolge il CIN.
Prima di chiederlo: la sicurezza in casa
Nella richiesta dichiari che la casa ha i dispositivi di sicurezza previsti dalla legge. Conviene sistemarli prima:
- un rilevatore di gas combustibili, se in casa ci sono apparecchi a gas;
- un rilevatore di monossido di carbonio, se ci sono caldaie, stufe o camini;
- estintori portatili a norma, ben visibili e facili da raggiungere: almeno uno per piano e uno ogni 200 metri quadri.
Costano poco, e la loro mancanza è punita con una sanzione da 600 a 6.000 euro.
Come si richiede, passo per passo
- Entra nella Banca dati delle strutture ricettive (BDSR) del Ministero del Turismo con SPID o carta d’identità elettronica.
- Cerca la tua casa. In Veneto spesso è già presente, perché la Regione assegna un suo codice da anni.
- Controlla e completa i dati, compresa la dichiarazione sulla sicurezza.
- Invia la richiesta: il codice ti viene assegnato online. Salva la ricevuta.
Dove va esposto
- Fuori dall’edificio, in modo che si veda: va bene una targhetta vicino al citofono o al portone.
- In ogni annuncio, su qualsiasi portale o sito, anche sui social se pubblicizzi la casa.
Fotografa la targhetta appena la metti e conserva la foto con la ricevuta del CIN. In caso di controllo dimostri subito di essere in regola.
Quanto costa dimenticarlo
| Cosa manca | Sanzione |
|---|---|
| Affittare senza CIN | € 800 – 8.000 |
| Non esporre il CIN fuori o negli annunci | € 500 – 5.000 |
| Mancano i dispositivi di sicurezza | € 600 – 6.000 |
Le sanzioni valgono per ogni casa. In più, le piattaforme tolgono gli annunci senza un codice valido: è il danno più grande, perché ti fermano le prenotazioni.
Hai un dubbio sul tuo caso? Chiedimelo su WhatsApp → Ti rispondo io, entro 24 ore.
Domande frequenti
Richiedere il CIN costa qualcosa?
La richiesta è online e gratuita. Gli unici costi sono quelli dei dispositivi di sicurezza, se non li hai già.
Serve un CIN per ogni appartamento?
Sì, ogni casa affittata ha il suo codice.
Se compro una casa che ha già il CIN, resta valido?
Il codice è legato alla casa e a chi la gestisce: in caso di passaggio vanno aggiornati i dati nella banca dati. In centro storico a Verona, prima di comprare, fai verificare bene la situazione da un tecnico.
Me lo potete richiedere voi?
Sì: per le case che gestisco preparo io CIN e pratiche.
Fonti
- Decreto legge 145/2023, articolo 13-ter (CIN, sicurezza e sanzioni)
- Regolamento (UE) 2024/1028 sugli affitti brevi
- Banca dati delle strutture ricettive, Ministero del Turismo
Aggiornata a ottobre 2026. È una guida informativa: non sostituisce il parere di un professionista, e le regole comunali e regionali possono cambiare. Prima di decidere, verifica con il Comune e con il tuo commercialista.
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